La contessa di Castiglione

di Anna Rita Guaitoli
castiglione
  • 1ª edizione: 2011
  • Pagine: 240
  • Formato: 15 x 21 cm
  • Isbn: 97888-96523-06-3
  • Prezzo di copertina: € 18,00
  • Sconto online: -15%
  • Prezzo di vendita online:  € 15,30

Collana

L’interesse per la grafologia è anche interesse per la storia emotiva delle persone e l’evoluzione della loro personalità: nell’atto di scrivere, infatti, tutti i nostri stati d’animo, emozioni, momenti di espansione e di vitalità o al contrario di ripiegamento su se stessi o di scoraggiamento, vengono registrati dal cervello e trasmessi alla nostra mano che - come una specie di sismografo - li trasferisce sulla carta “fissando”, proprio come una fotografia, la persona in un preciso momento della sua vita. Ecco perché è importante il ritratto grafologico: perché contribuisce ad approfondire e ad illuminare il personaggio.

La collana che abbiamo chiamato Storie e Storia nasce dal desiderio di salvare dall’oblio, restituendoli alla memoria collettiva, alcuni racconti di vita di personaggi più o meno importanti che si sono trovati a compiere le loro scelte e le loro azioni all’interno degli eventi della grande Storia - quella con la S maiuscola, fatta di governi, di guerre e di date - a volte semplicemente sfiorandoli, a volte rimanendovi coinvolti o addirittura vivendoli da protagonisti.

La novità, rispetto ad altre simili iniziative, consiste nel fatto che questa collana non si limita semplicemente a pubblicare diari, biografie e autobiografie, ma le completa con il ritratto grafologico di chi queste vite le ha vissute - e spesso anche raccontate in prima persona - dando la possibilità a chi legge di osservare il personaggio da un’angolatura diversa da quella del racconto dei fatti, così che noi possiamo imparare a conoscerlo non solo attraverso quello che “ha fatto” ma anche attraverso quello che realmente “è stato”, comprese le sue fragilità e debolezze, cosa che ce lo rende indubbiamente più vicino e più umano.

Titoli già pubblicati da Epsylon Editrice nella collana Storie e Storia:

Libro

Il ritratto rigoroso ed empatico di "una donna inquieta che nella sua spregiudicatezza e nelle sue malinconie ha rivelato moderne fragilità".

"Bella, Virginia lo era davvero". Con questo incipit l’autrice fa rivivere Virginia Oldoini (1837-1899), la famosa “contessa di Castiglione” entrata nel nostro immaginario collettivo per la sua mitica bellezza ma anche per il ruolo che ha avuto sul corso della storia del Risorgimento. Non aveva ancora vent’anni quando Cavour e Vittorio Emanuele II decisero di inviarla alla corte dell’ imperatore francese Napoleone III – noto per essere molto sensibile al fascino femminile – per indurlo “con tutti i mezzi” a sostenere la causa italiana.

quadrovirginiaIn una minuziosissima ed affascinante descrizione storica degli ambienti e degli avvenimenti, l’autrice ricostruisce - con stile avvincente e un’accurata documentazione - la personalità di Virginia e il rapporto che ella aveva con l’immagine del proprio corpo. La bellezza rappresentò la sua ricchezza, ma fu anche la sua condanna. Donna affascinante, desideratissima, libera, ammirata e celebrata, schiacciata però dal “peso della bellezza” come recita il titolo: incapace di accettare lo scorrere del tempo e il mutare delle situazioni, visse una precoce vecchiaia tragica riuscendo tuttavia, come dimostra l’interesse che ancora oggi suscita a più di cento anni dalla sua scomparsa, a rimanere nella leggenda.

Più di una tradizionale biografia, oltre il classico racconto storico, lontano dal pamphlet politico, il libro offre la descrizione della personalità della Contessa non solo attraverso i suoi diari e le testimonianze di chi l’ha conosciuta, ma anche attraverso l’immagine viva della sua scrittura in uno studio grafologico longitudinale di grande profondità psicologica e competenza, capace di tenere insieme le tante sfaccettature di una donna "troppo celebrata, troppo dimenticata, troppo mistificata".

Autrice

guaitoliAnna Rita Guaitoli, laureata in Lettere con specializzazione in psicologia applicata al territorio, è grafologa professionista, docente di grafologia dell’età evolutiva e di grafologia comparata, grande esperta di disegni e scritture di bambini e adolescenti, nonché counselor scolastico e giornalista. È Direttore responsabile della rivista Il giardino di Adone delle scuole francesi Arigraf e Agif, e responsabile per la rivista Charta della rubrica Autografi. La lente dell’esperto. Oltre al libro La contessa di Castiglione è autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, tra cui Ascoltare il segno. Per un dialogo silenzioso con la scrittura dell’adolescente (con A. Orlandi, Roma, Borla, 1999), Identità, scrittura e segni (con E. Manetti, Roma, CE.Di.S, 2005), Scrivere e narrare di sé: dodici storie vere raccontate dal grafologo (con E. Manetti e P. Urbani, Roma, Biblioteca di Orfeo, 2011), Il tratto grafico racconta, saggio in Si, è il re! Le memorie private di un sovrano (Charta, 2013). Con Epsylon Editrice ha anche pubblicato Ascoltare la fatica di chi cresce (2015).

L'autrice ci parla del suo libro.

napoleoneIII

Chi era la contessa di Castiglione? Virginia Oldoini, sposata al conte di Castiglione, cugina di Cavour, amante di Napoleone III, di Vittorio Emanuele I, di Nigra e di tanti uomini famosi, è stata un personaggio cardine del Risorgimento purtroppo oggi quasi dimenticato, e comunque svalutato. Eppure, il fatto che i servizi segreti francesi e italiani, poche ore dopo la morte della contessa, entrino in casa sua per distruggere tutti i documenti, qualcosa dovrà pur dire!

Come mai ha scelto di raccontare proprio la sua storia? Ho scelto di raccontare la storia di Virginia per la sua modernità: si, quella sua bellezza quasi da lei divinizzata è sintomo di un disturbo narcisistico legato all’immagine, così – troppo – comune ai giorni nostri. La bellezza diventa, e lo è stato per lei, un peso. C’è poi quella consapevolezza dell’essere donna che le fa rivendicare una dignità (e un ruolo) in tempi decisamente maschilisti. Il tutto vissuto con una sensibilità esacerbata che conosce la noia, la depressione, l’eccitazione.

Lei è una nota grafologa: l’analisi della scrittura della contessa le ha riservato delle sorprese rispetto all’idea che si era fatta di questa donna così speciale? 

scritturacastiglione

Ecco: chi avrebbe immaginato tanta sensibilità sofferente in una donna ricordata dai posteri soprattutto perché toglieva gli specchi (e non è così!) per non vedere la propria decadenza fisica? La scrittura ci racconta la storia vera: la volontà di arrivare, una sensibilità da cui difendersi, il sentimento della sconfitta. Si: proprio la scrittura si è rivelata strumento indispensabile per entrare nelle contraddizioni e nella complessità del personaggio, permettendomi di disegnare questa “storia di un’anima”.

Recensioni

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stiluscas Stilus, gennaio 2012

attualitacas Attualità grafologica, gennaio/giugno 2012

adonecas Il Giardino di Adone, aprile 2012

vespricas1vespricas2 I Vespri, giugno 2012

chartacas Charta, marzo 2013