Lo yoga

I Chakra e i Nadi nel corpo umanoIl significato

La parola "yoga" deriva dalla radice linguistica indoeuropea "yuj" che significa "unire, domare". Dalla stessa radice hanno origine anche i termini "giogo, aggiogare"(1). Lo yoga infatti si prefigge di domare corpo e mente attraverso il controllo delle resistenze fisiche e psichiche dispersive, e di indurli a unire le loro forze per realizzare la persona che veramente siamo con tutte le sue potenzialità.

Le prime testimonianze

Lo yoga nasce in India e la sua storia è strettamente legata alla civiltà indiana. Le testimonianze più antiche, datate 2000 a.C., vengono fatte risalire ai reperti archeologici dei siti di Harappa e Mohenjo Daro (nell'attuale Pakistan). In questi antichi insediamenti sono stati ritrovati dei "sigilli" di utilizzo controverso, rappresentanti divinità o figure ascetiche in posizione seduta da meditazione. 

Nei testi antichi il valore dello yoga(2)

Le prime chiare elaborazioni sullo yoga compaiono in antichi testi, le Upanishad, risalenti al VII secolo a.C. Troviamo qui descritte esperienze di stati di meditazione o di concentrazione sul respiro che daranno vita a una concezione mistica del rapporto tra corpo, mente e respiro.

In seguito, tutta la letteratura spirituale indiana rimarrà influenzata dallo yoga, disciplina che ricerca l'unione in tutto ciò che può essere unito, corpo e mente, essere umano e universo, umano e divino, per raggiungere uno stato di pienezza, di felicità o di liberazione.

All'inizio dell'era cristiana il testo fondamentale che dà allo yoga la sua struttura classica è costituito dagli Yoga Sutra (Aforismi dello Yoga) di Patanjali. Gli Yoga Sutra sono composti da 195 aforismi divisi in quattro libri: il primo è dedicato alla descrizione delle varie fasi che portano al samadhi (ineffabile stato di “enstasi” o stato contemplativo della mente) ottava e più elevata tappa del difficile percorso yoga nella quale l’io si unisce con il divino; il secondo spiega come condurre la pratica ascetica attraverso otto stadi o "membra" che costituiscono l’ashtangayoga; il terzo elenca le siddhi, i “poteri” paranormali che insorgono durante il cammino spirituale; il quarto descrive lo stato di “isolamento”, kaivalya (liberazione, autonomia), ove, in aderenza alla visione metafisica del Samkhya (sistema di rappresentazione della realtà come manifestazione di tappe successive a partire da un principio naturale primordiale o prakriti), il principio spirituale realizza la sua indipendenza e separazione dal principio materiale.

Lo Yoga Darshana (visione, punto di vista sull’essere), definito come “yoga classico” rileva la finitezza del mondo e vede nei limiti di questo la radice del dolore che affligge gli esseri viventi. Attraverso la capacità di discriminazione vi è la possibilità di liberarsi dall’eterno e doloroso ritorno all’esistenza, dovuto all’ignoranza che origina la sofferenza. Lo yoga propone pertanto un percorso di trasformazione e realizzazione dell'essere umano incentrato prevalentemente sulla meditazione e sulla ricerca della libertà dalla sofferenza esistenziale

Successivamente nel periodo medioevale la letteratura tantrica influenza la pratica dello yoga con aspetti più simbolici e legati all'energia. Aspetti che troviamo nella Hatha Yoga Pradipika, la Gheranda Samhita e la Shiva Samhita, datate XV secolo d.C., insieme ad una esposizione più tecnica delle principali pratiche dell'Hatha Yoga.

Dea Nu Than (XI s. - Museo Cham, Da Nang, Vietnam)Le principali forme dello yoga secondo la tradizione(3)

Per tradizione si considerano quattro principali forme di yoga:

  • lo yoga della ricerca intellettiva spinta oltre i limiti mentali ordinari (Jnana Yoga o yoga della conoscenza) propone la via della conoscenza di sé che conduce all’apprensione della realtà suprema;
  • lo yoga dell’amore diretto verso Dio attraverso una immagine del divino o una persona in cui si manifesta (Bhakti Yoga), sancendo l’abbandono totale a Dio;
  • lo yoga della concentrazione interiore (Raja Yoga);
  • lo yoga dell’azione disinteressata fatta per amore verso il divino (Karma Yoga) in una dimensione liturgica del fare quotidiano trasformato in rito.

Anche se queste quattro forme di yoga sono distinte le une dalle altre, non possono mai essere separate. Quando si parla della pratica di uno yoga particolare, l’attenzione vi converge pienamente, ma le altre forme non ne sono escluse. Queste suddivisioni non sono pertanto tassative. Nella pratica, ogni maestro elabora le tecniche che insegna ma spesso gli elementi che costituiscono quella specifica forma di yoga provengono dai vari tipi di yoga.

Esistono inoltre altre varianti di yoga tra i quali ricordiamo il Mantra Yoga, il Japa Yoga, il Laya Yoga e gli altri yoga tantrici, l’Agni Yoga e lo Hatha Yoga (“yoga dello sforzo” o “dell’unione delle polarità contrapposte”).

Lo yoga nel mondo moderno 

Le diverse tradizioni dello yoga che si sono evolute attraverso i secoli hanno superato i confini geografici e culturali dell'India invadendo l'Occidente. Grandi maestri d'importanza mondiale si sono succeduti: alcuni proponendosi come vere e proprie "guide spirituali", altri più semplicemente suggerendo uno stile di vita consapevole e la ricerca di un benessere psicofisico. Fondamentale nell'insegnamento dello yoga resta soprattutto oggi la fedeltà alle origini e ai testi della tradizione, nel rispetto delle esigenze pratiche dell'essere umano che vive in Occidente. 

Lo yoga ha fatto la sua comparsa in Occidente tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo. Viene definito da Singleton(4) come “transnational yoga” e da De Michelis(5) come “modern yoga”. Sempre secondo De Michelis, esso si caratterizza per un’espressione dello yoga significativamente più privatizzata, accomodante e medicalizzata, rispetto alle espressioni pre-moderne, oltre che per l’accento maggiormente posto sulla dimensione spirituale piuttosto che religiosa.

Riferendosi allo sviluppo dello yoga in Occidente, Claudio Conte(6) distingue tre grandi aree o direzioni dello yoga, che mettono l’accento su diversi aspetti:

  • religiosità, spiritualità e interiorità;
  • fitness e sport;
  • salute e terapia.

Egli auspica, in funzione della lettura del testo fondante dello yoga classico, gli “Yoga Sutra”, il cui approccio è orientato in senso etico e psicologico, una collocazione dello yoga nell’ambito delle scienze cognitive piuttosto che considerare uno solo dei suoi aspetti confinandolo in una delle suddette aree.

Qualunque siano le aspettative e l'approccio con cui ci si avvicina allo yoga, la pratica dello yoga può veramente aiutare a ritrovare equilibrio fisico e mentale per vivere in armonia con sé stessi e con il mondo.

Alla domanda “C’è un comune denominatore che attraversa le varie correnti, le epoche e i continenti, costituendo una sorta di cuore dello yoga?” possiamo associarci a quanto esprime Marilia Albanese(7) rispondendo “Forse è la sua impostazione di fondo: il partire da sé e tornare a sé, esplorando i vari livelli del nostro essere, la sfera intellettuale, emozionale, fisica, alla ricerca di momenti di riconciliazione e di unione, nella speranza di affacciarsi ad altro …”. 

Shiva (XI s. - Museo Cham, Da Nang, Vietnam)

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(1) Piano S., Enciclopedia dello yoga, Promolibri, Torino, 2008
(2) Informazioni generali tratte dalla sezione “lo yoga” del sito www.yogashakti.net
(3) Informazioni generali tratte dalla sezione “Stili di yoga” del sito www.insegnantiyoga.it
(4) Singleton M., Yoga body. The origins of modern posture practice, Oxford University Press, 2010
(5) De Michelis E., A history of modern yoga, Continuum, London, 2005
(6) Conte C., Se io avessi previsto tutto questo… in Percorsi Yoga quaderni di Yoga - Associazione Nazionale Insegnanti, Direzioni dello Yoga n°62 pp. 15-22, Milano, 2012
(7) Albanese M., Lo yoga, Xenia, Milano, 1998