Recensione apparsa su Scrittura, Rivista di problemi grafologici, n. 150, Aprile-Giugno 2009: Trimestrale dell’Istituto Grafologico “Girolamo Moretti”, diretta da Pacifico Cristofanelli. Musica e grafologia Dopo Psicologia della scrittura (Liguori 1990, II edizione 2000) e Temperamenti psico-biologici e gruppi sanguigni. Espressione grafologica e artistica (Teda edizioni, 1992), il lettore italiano ha ora a disposizione la traduzione di un terzo libro del noto studioso di grafologia franco-canadese Jean-Charles Gille-Maisani. La pubblicazione, che inaugura la collana grafologica della nuova casa editrice Epsylon alla quale auguriamo una proficua attività, si articola in nove capitoli: Ludwig van Beethoven, Hector Berlioz, Fryderyk Chopin, Franz Liszt, Giuseppe Verdi, Saint-Saëns, Debussy, Cenni sulla storia della grafologia musicale, Musica e grafologica con un’appendice di Note sulla grafometria. Attinge da Ecritures de compositeurs de Beethoven a Debussy. Musique et graphologie (Dervy-Livres, 1978) e Poésie, musique et graphologie (Dervy-Livres 1988). La traduzione è stata curata da Emanuela Boille e la presentazione, praticamente già pronta nel 1995 quando Gille ci ha lasciato, è di Nicole Boille Calendreau fondatrice dell’Arigraf, a cui lo stesso Gille ha affidato la sua biblioteca grafologica. Per ogni musicista vengono presentati vari saggi di scrittura, spesso anche dell’età giovanile, e anche di scrittura musicale. I profili grafologici risultano molto articolati: sono basati sulla metodologia della scuola francese integrata dagli apporti della scuola tedesca e anche della scuola morettiana e sono arricchiti da notizie sulla vita dei personaggi e sulle loro caratteristiche musicali (Gille oltre ad essere ingegnere, professore universitario di matematica, laureato in medicina e in psicologia, grafologo, era anche un profondo conoscitore di molte lingue e della musica anche a livello pratico) perché uno degli scopi del lavoro è quello di mettere a confronto notizie provenienti da fonti diverse per comprendere approfonditamente i musicisti anche al di là dell’immagine ufficiale che ognuno ha lasciato alla storia. Oltre alle categorie strettamente grafologiche (Crépieux-Jamin, André Lecerf, Klages, Pophal…), vengono utilizzati abbondantemente strumenti e concetti desunti dalle tipologie: Ippocrate, Jung, Le Senne, Szondi (al quale insieme a Fanchette Lefebure aveva dedicato due testi specifici), Carton, Saint-Morand (tipologia planetaria o mitologica). Per Saint-Saëns e Debussy viene utilizzata anche la grafometria elaborata negli anni Sessanta da Jacques Salce, Marie Thérèse Prénat e Fanchette Lefebure. La documentazione bibliografica è sempre particolarmente ampia, ragionata e direttamente compulsata: oltre alle venti pagine finali di bibliografia, a Beethoven, ad esempio, vengono dedicate altre venti pagine con una breve sintesi per ogni contributo. Nell’ottavo capitolo l’autore richiama gli studi sulla scrittura dei musicisti e della musica e accenna ad alcuni interessanti problemi come lo studio precoce da parte dei grafologi della scrittura dei musicisti, l’attenzione ai segni di notazione musicale nella scrittura dei musicisti, la possibilità di individuare nella scrittura l’abitudine, l’attitudine e il senso musicali, la possibilità di studiare grafologicamente la scrittura della musica (partiture), l’accenno a studi sull’influsso della musica sul grafismo individuale. L’ultimo capitolo, illustrato da frasi e temi musicali di vari autori, costituisce un tentativo di trasposizione musicale del simbolismo spaziale a cui Gille si dedicò fin dagli anni Cinquanta, all’epoca dell’«appassionata lettura della Simbologia della scrittura di Pulver» (pag. 201), scoprendo successivamente che anche Schweitzer e Pirro si erano interessati all’argomento in due distinti studi sulla musica di Bach. Tra i vari principi del simbolismo musicale, con la precisazione che si tratta di una proposta empirica che richiederebbe sperimentazione approfondita, ne segnaliamo alcuni: analogamente al gesto colto dal grafologo nella scrittura, la musica considerata come canto e voce può essere decodificata dall’ascoltatore; le associazioni suggerite dall’ascolto di determinate frasi musicali in un alto numero di ascoltatori presentano elementi comuni e ricorrenti; già nelle intenzioni del musicista alcune melodie sono strettamente legate a corrispondenti sensazioni e sentimenti (esempio: serie cromatica discendente = afflizione, lamento); l’acuto e il basso della musica presentano analogia con l’alto e il basso del simbolismo spaziale; in musica l’energia psichica si esprime nell’intensità e nell’altezza del suono; anche in musica vale il principio dell’ambivalenza dei simboli; il ritmo della libido trova riscontro nel tempo della musica; i silenzi musicali sono analoghi ai bianchi della scrittura, l’inversione del ritmo o sincope trova analogia simbolica nella pressione spostata; le tonalità maggiore e minore possono avere riscontri simbolici con i segni grafici dell’affettività; i temi musicali, «frammenti che si ripetono e attorno ai quali si organizza la struttura dell’opera», potrebbero essere studiati come il grafologo studia le firme e potrebbero essere interpretati come dei complessi junghiani. La lettura di questo volume permette di apprezzare tutte le caratteristiche e lo stile del compianto autore: chiarezza espositiva, approfondimento interdisciplinare, documentazione, sottolineatura dei limiti dell’indagine, invito alla ricerca, apertura. E a questo proposito Gille certamente avrebbe accettato volentieri osservazioni e chiarimenti circa qualche affermazione magari contraddittoria espressa da diversi autori sulla grafia dello stesso musicista. Merita infine ricordare che il volume arriva in Italia poco dopo la pubblicazione della seconda edizione del ponderoso volume di Girolamo Moretti, I grandi dalla scrittura (Messaggero, Padova 2009; cfr. Scrittura, n. 149) nelle cui pagine trovano ampio spazio anche le analisi di vari musicisti tra cui quelle di Beethoven, Berliotz, Liszt e Verdi, esaminate anche da Gille-Maisani. Pacifico Cristofanelli Jean-Charles Gille-Maisani, Scritture di compositori da Beethoven a Debussy, Epsylon Editrice, Roma 2009, pp. 258, euro 29,00. |
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