Recensione apparsa su Stilus, Percorsi di comunicazione scritta, n. 10, Ott. 2009
Musica e grafologia
Questo è il terzo libro di Gille Maisani tradotto in italiano, è un omaggio ad uno dei più grandi grafologi del Novecento, ma rappresenta anche un importante apporto di approfondimento per chi è grafologo e per chi è musicista. Gille Maisani, morto nel 1995, è stato un uomo di straordinaria versatilità e cultura, ingegnere, dottore in medicina e psichiatria, psicologo, diplomato in pianoforte, ha messo la sua enorme cultura e la sua straordinaria sensibilità al servizio della grafologia. Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di ascoltare le sue meravigliose conferenze, che teneva in tutte le lingue in ogni parte del mondo: si presentava sobrio e quasi timido, amabile e semplice, ma il pubblico era assolutamente preso dal fascino della sua incredibile profondità di competenza.
In questo libro Gille-Maisani affronta lo studio grafologico di alcuni grandi compositori: Beethoven, Berlioz, Chopin, Liszt, Verdi, Saint-Saëns, Debussy: sono analizzati scritti autografi di ogni compositore redatti in periodi diversi della sua esistenza in modo da illustrare l’evoluzione della personalità. Nel caso di Beethoven, per fare un esempio, l’Autore comincia dalla scrittura del compositore a 17 anni e finisce con l’analisi della scrittura del suo ultimo testamento, redatto pochi giorni prima della morte. Insieme all’analisi grafologica scopriamo la dimensione psicologica e artistica dei personaggi “…entriamo in contatto con i tormenti, le rivendicazioni, le depressioni dei geni alle prese con il loro slancio creativo e il loro temperamento, con la violenza protestatrice di Beethoven e la sua scrittura illeggibile, dal ritmo potente, con le esaltazioni di Berlioz che proclama la propria “ follia di voler realizzare l’impossibile, sempre questo furioso bisogno di affetto!” come leggiamo nella prefazione di Nicole Boille, stimata e nota grafologa, psicologa e amica personale di Gille Maisani. Lo studio della scrittura può inoltre dare un originale contributo alla critica musicale, che da lungo tempo considera le opere anche in relazione alla biografia e alla personalità del compositore. Di grande interesse è il capitolo sulla Storia della grafologia musicale, cioè sugli studi delle somiglianze tra la scrittura normale dei compositori e la loro scrittura musicale o sui segni nella scrittura delle loro potenzialità come musicisti, come il segno Scattante, considerato da Girolamo Moretti tipico segno di tendenza musicale e molto presente in Verdi. Molto apprezzabile è infine l’elegante e perfetta traduzione di Emanuela Boille, che permette di leggere l’opera con il giusto piacere.
Elena Manetti
Jean-Charles Gille-Maisani, Scritture di compositori da Beethoven a Debussy, Epsylon Editrice, Roma 2009, pp. 258, euro 29,00. |