Imparare a scrivere a mano

a cura di Cinzia Angelini
ed Elena Manetti
Imparare a scrivere a mano
  • 1ª edizione: 2018
  • Pagine: 162
  • Formato: 16 x 23 cm
  • Isbn: 97888-98967-31-5
  • Prezzo di copertina: € 20,00
  • Sconto online: -15%
  • Prezzo di vendita online:  € 17,00
 

Collana

La collana Età evolutiva e rieducazione della scrittura è dedicata ai bambini, agli adolescenti e a chi si prende cura di loro: genitori, nonni, insegnanti… Particolare attenzione è data al segno grafico in età evolutiva.

Bisogna arrivare ai primi del Novecento perché finalmente l’infanzia smetta di essere considerata come un “male necessario” e si riconosca che il bambino è un essere diverso dall’adulto, con le proprie leggi di sviluppo. Fino ad allora nei disegni infantili si consideravano errori da correggere la mancanza di proporzione o l’uso improprio del colore "senza capire che comprendere il significato di tali “errori” vuol dire capire quali siano le necessità e gli interessi del bambino in quel momento" (A. Oliverio Ferraris, Il significato del disegno infantile). Allo stesso modo si riteneva che la “brutta scrittura” fosse segno di svogliatezza o incapacità, mentre oggi sappiamo che gli elementi presenti in una scrittura disturbata devono essere considerati dei piccoli (o grandi) “segnali di allarme” attraverso cui il bambino può manifestare il suo disagio.

Un discorso a parte merita la disgrafia, un disturbo specifico dell’apprendimento che si verifica in assenza di problemi neurologici o intellettivi, e si manifesta come difficoltà a riprodurre sia i segni alfabetici, sia quelli numerici. Le cause sono molteplici e strettamente interconnesse: il bambino disgrafico si scoraggia rapidamente quando vede che i suoi sforzi non servono a niente, e se non si interviene rapidamente il rischio è il rifiuto in blocco della scrittura con conseguenze dannose per il tutto il processo di apprendimento scolastico.

La rieducazione della scrittura mira al decondizionamento delle cattive abitudini che si sono instaurate nella scrittura disturbata. Tutto il lavoro procede separando la forma dal significato: la scrittura viene cioè ricondizionata su nuove basi partendo dall’esecuzione di forme prescritturali semplici e poi sempre più complesse su cui si lavora curando la pressione, la velocità, il ritmo e la precisione, attraverso una serie di esercizi e tecniche messe a punto da psicologi e neuropsichiatri come J. de Ajuriaguerra, M. Auzias, R. Olivaux.

Titoli già pubblicati da Epsylon Editrice nella collana Età evolutiva e rieducazione della scrittura:

Libro

La scrittura a mano” afferma Roland Barthes “non è solo una tecnica, è anche una pratica fisica che produce gioia”. È evidente invece che da molti anni i bambini sembrano avere perso il piacere di scrivere a mano e, in alcuni casi, sono le stesse istituzioni scolastiche a favorire mezzi digitali che offrono apparentemente un risultato più “pulito” e funzionale: si legge meno, si scrive meno e molta comunicazione è iconica, fatta ad immagini e deverbalizzata.

Eppure, sembra che proprio in questo periodo si torni a scoprire la preziosità e l’importanza della manoscrittura e che le scuole di eccellenza stiano facendo marcia indietro imponendo agli allievi un tempo limitato e controllato al computer e il ritorno a carta e penna.

La scrittura a mano ha un valore anche corporeo che, con un minimo di strumentazione artigianale, una penna e un foglio, produce un’espressione personale e unica, sempre uguale nell’espressione di sé, ma sempre diversa. Nessuna scrittura è uguale a un’altra: il nostro gesto grafico cambia secondo la nostra stessa evoluzione e i nostri cambiamenti, registrando fedelmente emozioni e sofferenze e dilatando in un tempo virtualmente infinito i muti dialoghi emozionali di chi scrive.

L’imparare a scrivere a mano coinvolge allievi e docenti: entrambi devono scoprire o riscoprire senza fatica, anzi in modo giocoso, la padronanza del gesto grafico non solo attraverso le regole, l’interiorizzazione della postura, del movimento e della corretta impugnatura, ma anche attraverso una ludica sperimentazione.

Il libro, a cura del Laboratorio di Pedagogia sperimentale dell’Università Roma Tre e dell’Arigraf (Associazione di Ricerca Grafologica) propone le teorie e la pratica della scrittura a mano, con ricerche attuali, valutazioni e aggiornamenti di programmi e tecniche, con l’apporto di importanti studiosi del tema.

Contributi (in ordine alfabetico) di Cinzia Angelini, Serena Baldassarre, Iride Conficoni, Caterina Cottone, Valentina D’Anna, Elena Manetti, Adriana Perris, Teresa Savoia, Loredana Soldini, Roberto Travaglini, Benedetto Vertecchi, Francesca Zannoni, Antonella Zaul Sajani.

Curatrici

Cinzia Angelini, professore associato di Pedagogia sperimentale presso l’Università Roma Tre, svolge le sue ricerche nel campo dell’apprendimento della scrittura e della lettura. È membro del comitato scientifico e del comitato editoriale della collana INVALSI per la ricerca. Insieme a Elena Manetti, dirige il Master universitario di I livello in Pedagogia della scrittura. Apprendimento e didattica della scrittura a mano.

Elena Manetti, diplomata a Parigi presso la Société Française de Graphologie, è presidente Arigraf Nazionale (Associazione di Ricerca Grafologica), direttore responsabile della rivista scientifica specializzata Stilus, percorsi di comunicazione scritta. Docente al corso di Grafologia generale: dell’orientamento professionale, dell’età evolutiva clinico-valutativa e forense presso l’Università di Roma La Sapienza. Docente al Corso di Alta Formazione I processi educativi del gesto grafico: dallo scarabocchio al disegno, alla scrittura dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.